I ragazzi della via Pal (testo semplificato alunni classe V con difficoltà logiche e povertà lessicale- livello medio-alto)

Pubblicato il da Chiara

 

Il campo dei ragazzi della via Pal

 

 

 

 

 Il campo! ... Voi ragazzi della campagna, che vivete sempre all'aperto, nell’infinito spazio in pianura, sotto l'azzurro del cielo, voi che avete gli occhi abituati agli orizzonti e alle grandi distanze.

 





 

Voi ragazzi di campagna non siete circondati da case alte  , case-alte.jpg
voi non potete immaginare come per un ragazzo di Budapest (=capitale dell’Ungheria) un pezzo di terreno libero sia l'infinito e la libertà.  






Eppure non si tratta che di un piccolo spazio libero di terreno, circondato da un recinto mezzo rovinato e dai muri delle case altissimi. (Oggi che anche sul campo della via Pal c’è una grande casa a quattro piani, piena di persone, nessuna sa che il campo di via Pal era stato così importante per noi). Certo non si poteva desiderare un campo più bello! Non se ne poteva immaginare uno migliore e più adatto per le avventure indiane. Piano e liscio, noi bambini potevamo far finta che era  una prateria americana.

 

Nella parte inferiore poi, c’era un magazzino di legna e noi bambini facevamo finta che fosse la città, o il bosco, o le montagne rocciose.

Quello insomma che si voleva rappresentasse. In cima alle cataste di legna più grandi i ragazzi avevano costruito castelli e fortezze  (=.Una fortezza o fortificazione è una costruzione militare  costruita per difendersi fortezza.jpgdai nemici)  Boka decideva sempre quale punto dovesse essere fortificato (=in quale punto bisogna costruire la fortezza), ma le azioni di difesa erano date a Csonakos e a Nemecsek. L'esercito era composto di capitani, tenenti e sottotenenti.



Di soldati semplici ce n'era uno solo, purtroppo. In tutto il campo capitani e tenenti comandavano un solo soldato, che poteva essere punito con gli arresti di fortezza se commetteva qualche atto d'insubordinazione (cioè non eseguiva gli ordini). E questo unico soldato semplice era Nemecsek, il  piccolo biondino. Poco dopo le due e mezzo si sentì cigolare la porta della via Pal e Nemecsek entrò. Appena entrato aveva sprangato (= chiuso con un bastone)  la porta, perché una delle regole del campo era che chiunque entrasse aveva l'obbligo di sprangare la porta.

 

Seduto su una pietra, Nemecsek mangiava il suo pane mentre aspettava gli altri. Sarebbe stata una giornata inte­ressante. Si sentiva nell' aria che si era alla vigilia (= giorno prima) di fatti importanti, e Nemecsek in quel momento si sentiva molto orgoglioso di appartenere alla famosa banda dei ragazzi della via Pal.

 





(Brano tratto e adattato da “I Ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnàr)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


Commenta il post